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lunedì 13 febbraio 2012

Il sangue degli Dei


Come pochi sanno, la tipologia di sangue più diffusa in Egitto era, ed è tuttora, il gruppo 0, fatto alquanto insolito. Lo stupore aumenta se poi consideriamo che il gruppo A normalmente si accompagna al tipo razziale di pelle chiara (o comunque caucasica) e che lo stesso risultato clinico è stato ottenuto su alcune mummie Incas di alto rango sociale conservate al British Museum di Londra, confermando l’esistenza di una circostanza atipica,  che contraddistingueva entrambi i clan di queste popolazioni.
L’identificazione del gruppo sanguigno in resti umani così antichi è stata possibile grazie alcune specifiche sostanze presenti in tutte le cellule del corpo, persino sulle membrane dei globuli rossi e nei fluidi organici dell’individuo. La natura di queste sostanze antigeniche le rende inoltre resistenti alle modificazioni ambientali, permettendone l’individuazione anche a notevole distanza di tempo dalla morte delle cellule (persino nei resti scheletrici, nei denti, nei capelli e nei tessuti mummificati da migliaia di anni).
Come già evidenziato, il gruppo sanguigno di tipo A appartiene a un’etnia che secondo la storia convenzionalmente accettata non poteva essere presente tra le popolazioni preispaniche del nuovo continente. Tale anomalia, tuttavia, risulta essere stata condivisa dai membri della casta dominante dell’antico Egitto e del Sudamerica  precolombiano. A tal proposito l’egittologo britannico Walter. B. Emery condusse rivoluzionari studi che pubblicò nel 1961 nel volume Archaic Egypt. Le sorprendenti conclusioni a cui egli giunse nella sua ponderosa opera riguardo l’etnia dominante dei costruttori e l’era in cui questi si stabilirono in Egitto si scontrarono subito con le obsolete teorie ortodosse di ottocentesca memoria.
Horus
Continuando nelle sue ricerche, Emery,  analizzo mummie più antiche e scoprì che, quelle contraddistinte dal gruppo sanguigno A, appartenevano tutte al lignaggio regnante e che provenivano da un diverso ceppo raziale, di alta statura e dai caratteri nordici. da ciò ne dedusse che il popolo colonizzatore, pur essendo molto inferiore nel numero, fosse assai più progredito nelle scienze e che per tale ragione fosse riuscito ad imporsi subito come stirpe reale sui popoli autoctoni  di diverse regioni del mondo. I membri della nuova casta dominante devono aver poi cercato di preservare la propria diversa identità raziale congiungendosi esclusivamente tra consanguinei.

Sempre secondo gli studi “eretici” dell’egittologo Walter Emery, la differenziazione etnica tra l’aristocrazia più civilizzata e la massa del popolo originario rimase piuttosto netta nel corso dei secoli.


Canone Regio-Museo Egizio-Torino
A supporto di questa tesi troviamo le tradizioni dei popoli più antichi ed enigmatici del mondo, a cominciare da quelle precolombiane: storie che seppur mitizzate e caratterizzate da sfumature narrative diverse, tramandano tutte l’arrivo di un popolo civilizzatore razzialmente e culturalmente diverso e dall’eccezionale grado di sviluppo tecnologico (i cosiddetti dei e semidei). E per quanto riguarda più specificatamente l’Egitto, secondo il Canone Regio conservato al museo egizio di Torino, la casta dominante da cui provenivano i faraoni sarebbe appartenuta un tempo al popolo chiamato Shemsuhor, ovvero i “compagni di Horus”. Costoro, secondo la tradizione egizia, avrebbero regnato per 13400 anni prima dell’ascesa al trono di Menes, il re a cui si deve l’unificazione dei regni. I misteriosi discepoli di Horus furono infine descritti nelle antiche scritture come diretti discendenti di quelle “divinità” che abitarono l’Egitto durante lo Zep Tepi (il tempo dell’inizio), un periodo precedente all’ultima glaciazione (diluvio universale) e che corrisponde alla cosiddetta età del Leone (circa 1200 anni or sono).

continua...




lunedì 6 febbraio 2012

Tracce di Atlantide, La Sfinge

Piana di Giza, La Sfinge, la più grande statua monolitica del mondo: lunga 73,5 metri, alta 20,22 metri e larga 6 metri di cui solo la testa è 4 metri.
Ufficialmente nasce intorno al 2500 A.C. per volere del faraone Chefren. Questa attribuzione deriva dalla stele posta tra le zampe della sfinge per ordine di Tutmosi IV, dove riporta, alla tredicesima riga, il nome di Chefren. C'e' da notare che non esiste nessun cartiglio vicino al nome del faraone Chefren, cosa invece in uso fare. Grazie a questa stele oggi gli storici danno ormai per assodato che la costruzione della sfinge sia opera di Chefren. Ma questa teoria, all'inizio, ebbe qualche problema a farsi accettare. La stele venne portata alla luce nel 1818. Gia' da subito, gli studiosi del tempo, identificarono Chefren come il restauratore della sfinge e non il costruttore. Nel 1904 il direttore del British Museum dichiaro' che la sfinge era molto piu' antica dell'era di Chefren. Gli stessi antichi egizi non la menzionano mai ne per indicarne la costruzione, ne per il valore simbolico religioso.



Nella meta' dell'800 l'archeologo Mariette portò alla luce una stele che narrava le imprese di Cheope, predecessore di Chefren, ma una fra tutte in particolare attirò l'attenzione. Questa raccontava la scoperta di un tempio di Horus nei pressi della sfinge. Ora una domanda sorge spontanea, se Cheope ha regnato prima di Chefren e la sfinge c'era gia', chi l'ha costruita?. 

La Sfinge prende forma da un unico blocco monolitico intagliato, anche se la testa sembra essere stata modificata più recentemente dell'intera struttura. A proteggere, tale meraviglia, un muro di cinta composto da blocchi di pietra calcarea ,che raggiungono le 50 tonnellate, perfettamente allineate. A prima vista, anche la più inesperta nota subito che lo stato di erosione non è omogeneo in tutta la superficie della statua. Infatti si vede subito che lo stato di erosione, della sfinge e del muro, e' molto piu' avanzato di qualsiasi altro manufatto. Se  mettiamo a confronto la sfinge con le tombe reali a Saqqara, che gli egittologi collocano molto prima, si nota che, sulle tombe, l'erosione è meno accentuata. Se si pensa, poi, che i mattoni con la quale sono state costruite, sono mattoni a secco più antichi e molto più fragili, sembra impossibile datare La Sfinge al 2500 A.C.

Altro fatto, molto importante, è il tipo di erosione che contraddistingue questa meraviglia. Sembra, infatti, che la parte inferiore, della statua, e parte del muro di cinta siano stati erosi da un incessante flusso d'acqua, come se fossero stati esposti a una pioggia torrenziale o addirittura sommersi. Molti studiosi affermano che potrebbero essere state le piene del Nilo a sommergere parte della piana di Giza. Ma se cosi' fosse le acque dovevano raggiungere circa 20 metri di altezza per lambire il collo, e molto probabilmente avrebbero coperto anche parte della piramide provocandone la medesima erosione che però non compare. Inoltre l'erosione della sfinge dovrebbe partire dal basso, se consideriamo che la piena salga a partire dalla base, ma cosi' non e', anzi e' esattamente il contrario. Alcuni geologi indipendenti hanno provato che l'erosione della sfinge e' stata provocata da una abbondante pioggia. Uno di questi fece una prova, fotografo' la sfinge e ne fece una gigantografia, la copri' in modo da non essere riconoscibile, lasciando una finestrella di una trentina di centimetri aperta sul corpo che rendeva visibile solo una parte. A quel punto chiamò geologi di fama nonche' docenti universitari e ricercatori e gli chiese semplicemente, in base all'immagine che vedevano, cosa poteva aver provocato quel tipo di danno. Dopo un attento esame tutti risposero che solo la pioggia, avrebbe potuto fare quel tipo di danno. Quando alla fine scopri' l'immagine, che rappresentava la sfinge, rimasero tutti senza parole. A quel punto bisognava dare una collocazione temporale all' evento. Ma quando si e' verificata una pioggia cosi' abbondante da erodere la pietra? Stiamo parlando dell' Egitto dove, documentazione alla mano, da secoli si registra al massimo un livello di 5cm di caduta all'anno. Con l'ausilio di un software hanno scoperto che una precipitazione cosi copiosa si era verificata alla fine dell'ultima glaciazione e cioe' nel 10.500 A.C. A quel tempo nessun essere umano era in grado anche solo di pensare ad una costruzione del genere. Ed eccoci al quesito più importante: Chi aveva costruito la colossale Sfinge?

12.500 anni, fermatevi un attimo a pensare a quali implicazioni ha una scoperta del genere. Dovremmo riscrivere la storia della nostra civilta'. Non e' facile da digerire. Storia, e archeologia, quindi branchie della scienza, dovrebbero ammettere che tutto cio' che e' stato studiato e insegnato e' sbagliato o comunque non del tutto giusto, e questo e' inamissibile. La religione sarebbe scossa fino alle fondamenta. Non siamo ancora in condizioni di assimilare una notizia del genere. Noi umani abbiamo bisogno di certezze, non possiamo farne a meno, si destabilizzerebbe tutto.

Un particolare importante e' che la sfinge nel 10.500 AC, all'alba, vedeva sorgere se stessa davanti alla costellazione del leone, questo perche', secondo lo zodiaco, quella era l'era del leone. Se prendessimo in considerazione questa teoria dovremmo ridatare la scoperta dello Zodiaco che secondo le attuali prove fu inventato dai Babilonesi intorno a 2000 A.C.
Quante possibilita' ci sono che due civilta' distanti millenni usino gli stessi metodi. Non ci sono eredita' storiche della civilta' piu' antica quindi, nessun contatto. Quindi o lo zodiaco esisteva gia' all'epoca degli antichi e i Babilonesi lo hanno semplicemente reintrodotto; magari dopo aver scoperto manoscritti, dando linearita' alla teoria, ma nessun documento parla' di ciò. Come dicevo all'inizio la testa umana della Sfinge è molto più piccola dell'intero corpo della statua. Tutto ciò inconcepibile  poichè chi ha costruito questo sito,l'ha fatto, con tanta perfezione e sembra irreale si sia perso dietro alla proporzione testa corpo della sfinge. Un investigatore dell' Fbi, esperto di morfologia umana, studio' le proporzioni tra testa e corpo e alla fine dichiaro' che, secondo lui, l'attuale testa non era quella originale. Per avere una buona proporzione la testa doveva essere circa 1/4, o poco meno, del corpo.

La leggenda narra che, quando la sfinge era coperta dalla sabbia fino al collo, un principe si addormento' alla sua ombra. In sogno udi la voce della sfinge che gli promise, una volta liberata dalla sabbia, di farlo diventare faraone pur essendo il minore dei fratelli. Il principe si sveglio' e si mise al lavoro. Piu' tardi, questo principe, divenne il faraone che conosciamo col nome di Tutmosi IV.

 "Credo che dallo studio della civiltà dell’antico egitto sorga spontanea una domanda da dove venivano gli antichi egizi?
 Gli antichi egizi realizzarono le opere migliori in totale assenza di un precedente processo evolutivo. All’improvviso crearono le piramidi straordinarie, senza nemmeno il tempo di aver imparato a farlo, sembrerebbe più un sapere ereditario che non uno sviluppo della conoscenza. Negli antichi testi e nei registri egizi è scritto , molto chiaramente, che tutta la conoscenza e le capacità erano state trasmesse al popolo d’Egitto dagli Dei. C’era un tempo in cui gli Dei vivevano sulla terra, e avevano scelto la terra d’Egitto come loro abitazione , e che furono loro a portare la civiltà. Probabilmente questi Dei avevano sembianze umane o forse erano i superstiti di una civiltà scomparsa." Graham Hancock 

giovedì 2 febbraio 2012

Benvenuto

La storia che conosciamo, spesso, mostra lacune incolmabili che la ragione ancora non concepisce; L'unica chiave di lettura è riuscire a distaccarsi dalle conoscenze acquisite fin ora e provare per un solo momento a guardare il nostro passato con occhi diversi. Cambiando il nostro punto di vista nuove domande affolleranno la nostra testa. Ora comodi e godetevi questo nuovo viaggio a ritroso nel tempo attraverso la storia.