mercoledì 8 febbraio 2012

In quel tempo c’erano sulla terra i giganti





“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni». In quel tempo c’erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi. Genesi 6;4”






Sui cinque continenti, molte leggende e racconti menzionano l´esistenza dei giganti già migliaia di anni prima di Cristo. Sulle coste del bacino Mediterraneo, nel cuore dell’America del Nord e del Sud, nel Tibet, in Oceania, tra i Tianhuanaco e gli Eschimesi, i giganti sembrano aver lasciato altrettanti ricordi. Sovente, essi spuntano dai tesori letterari dei poemi epici come quelli di Normandia. Antichi poemi anglosàssoni raccontano che queste regioni erano un tempo abitate da civiltà scomparse, da uomini di grande taglia. Questi giganti sarebbero stati sfidati e vinti, in battaglie come quelle di Gog e Magog, da uomini di corporatura normale. Alcune tradizioni raccontano anche che i primi giganti erano buoni. Bellicosi ed aggressivi, alcuni divennero poi dei terribili cannibali e costituirono presto una minaccia per loro stessi e per gli altri uomini. La mitologia scandinava descrive l´esistenza di giganti a Utgard, nemici dei giganti di Asgard. Gli Indiani raccontano dei fatti simili, per non parlare della mitologia greca che trabocca di racconti dove giganti dalle forme singolari incontrano degli uomini di taglia normale.

La Bibbia insegna con molti dettagli che i giganti appartengono a dei popoli pagani che praticano il cannibalismo. Il passaggio relativo alle dodici spie inviate da Mosé per esplorare il paese di Canaan è particolarmente esplicito. Di ritorno, essi spiegano ciò che hanno visto: «Noi non saremo capaci di andare contro questo popolo, perché è più forte di noi». Screditarono presso gli Israeliti il paese che avevano esplorato, dicendo: «Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo notata è gente di alta statura; vi abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro». (Numeri XIII, 31-33).

Gli Anachiti abitano a Hébron, come pure i figli di Anak, Ahiman, Sesaï e Tholmai. è il caso di sottolineare che Hébron non è il nome originale di questa città… Il Libro dei Giudici I, 10 scrive: «Giuda marciò contro i Cananei che abitavano a Ebron, che prima si chiamava Kiriat-Arba, e sconfisse Sesai, Achiman e Talmai». Giacchè Arba è il nome del padre dei giganti: gli Enachim. Su ordine di Dio, gli Anachiti sono sfidati e sterminati dal popolo di Israele: «In quel tempo, Giosuè si mosse per eliminare gli Anachiti dalle montagnea, da Hébron, da Dabir e da Anab, di tutte le montagne di Giuda e da tutte le montagne di Israele; Giosuè li votò allo sterminio con le loro città. Non rimase un Anachita nel paese dei figli di Israele; solo ne rimasero a Gaza, a Gat e ad Asdod» (Giosuè XI, 21-22). Come i Refaïm, gli Emim sono una temibile razza di giganti che troviamo anche in Genesi XIV, 5 e Deuteronomio II, 10. Le traduzioni moderne della Bibbia non forniscono alcun dettaglio sulla loro taglia. Bisogna riportarsi ai Settanta, la versione greca dell´Antico Testamento .

La Bibbia attribuisce parecchi discendenti ai Réphaïm. Uno di loro si chiama Jesbi-Benob. Ha una lancia molto pesante: «I Filistei mossero di nuovo guerra ad Israele e Davide scese con i suoi sudditi a combattere contro i Filistei. Davide era stanco e Isbi-Benòb, uno dei figli di Rafa, che aveva una lancia del peso di trecento sicli di rame ed era cinto di una spada nuova, manifestò il proposito di uccidere Davide…» (II Samuele XXI, 15-16). Il primo Libro delle Cronache XX, 5, descrive un´altra lancia molto grande: «Ci fu un´altra guerra con i Filistei, nella quale Elcanan figlio di Iair uccise Lacmi, fratello di Golia, di Gat, l´asta della cui lancia era come un subbio di tessitore» e «Dall´accampamento dei Filistei uscì un campione, chiamato Golia di Gat; era alto sei cubiti e un palmo. Aveva in testa un elmo di bronzo ed era rivestito di una corazza a piastre, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo. Portava alle gambe schinieri di bronzo e un giavellotto di bronzo tra le spalle. L´asta della sua lancia era come un subbio di tessitori e la lama dell´asta pesava seicento sicli di ferro; davanti a lui avanzava il suo scudiero» (I Samuel XVII, 4-7). Nelle misure attuali, il gigante Golia misurava 3,12 metri, la sua corazza pesava tra 55 e 80 kg. e le punte della sua lancia tra 6,6 e 9,6 chili.

L´Antico Testamento descrive un gigante che ha sei dita per mano e per piede: «Ci fu un´altra battaglia a Gat, dove si trovò un uomo di grande statura, che aveva sei dita per mano e per piede, in tutto ventiquattro dita: anch´egli era nato a Rafa» (II Samuele XXI, 20). Lo stesso passaggio è ripreso in I Cronache XX, 6. Il Re Og, uno dei re Amorrei: «Perché Og, re di Basan, era rimasto l´unico superstite dei Refaim. Ecco, il suo letto, un letto di ferro… è lungo nove cubiti secondo il cubito di un uomo» (Deuteronomio III, 11). Egli farà parte dei re vinti il cui territorio sarà occupato dai figli d´Israele (Giosuè XII, 4).

In Numeri XXI, 33 si menziona ancora il gigante Og. Battuto da Mosé e dal popolo d´Israele nella battaglia di Edraï, regnò su Ashtaroth che comprende la regione di Argob e sessanta città fortificate protette da alte mura. «Mosè aveva dato una parte a metà della tribù dei figli di Manàsse, secondo le loro famiglie ed essi ebbero il territorio da Macanaim, tutto il Basan, tutto il regno di Og, re di Basan, e tutti gli attendamenti di Iair, che sono in Basan: sessanta città. La metà di Gàlaad, Astarot e Edrei, città del regno di Og in Basan furono dati ai figli di Machir, figlio di Manàsse, anzi alla metà dei figli di Machir, secondo le loro famiglie» (Libro di Giosuè XIII, 29–31). Og, al presente, resta il solo della razza dei Refaim dopo il Diluvio (Deuteronomio III, 11


Figli di Dio = Angeli, che successivamente sono stati giudicati da Dio per il loro gesto, e vengono chiamati angeli decaduti.

Possiamo porci la domanda sulla natura degli angeli decaduti a potere procreare e di conseguenza a poter generare una razza di giganti empi. Secondo il Nuovo Testamento, gli angeli sono asessuati: «Alla risurrezione infatti, non si prenderà né moglie né marito, ma si sarà come angeli nel cielo» (Matteo XXII–30). Ma il passaggio «I figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero» (Genesi VI–2) lascia intendere che si tratta di unioni durature, dunque di matrimoni tra la discendenza di Caino e quella di Seth, l´una empia, l´altra devota, e fin qui totalmente separate. L´espressione «figli di Dio» si riferisce a tutti i credenti e l´espressione «figli degli uomini» a tutti gli empi, senza allusione alla loro origine naturale. Qualunque sia l´interpretazione, è certo che Satana si sforza di corrompere la razza e di impedire la venuta del Messia per riscattare l´uomo. Ma Dio risparmia un resto fedele: «Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore» (Genesi VI–8) e si riserva una stirpe di uomini credenti.

Le scoperte archeologiche sembrano confermare i Testi Sacri della Bibbia. 

Dimostrano chiaramente che i giganti hanno abitato la terra e i suoi cinque continenti.

In Sud-America, nella Cordigliera delle Ande, possiamo ammirare tra le vestigia della città di Tianhuanaco, delle muraglie costruite con splendide pietre di sessanta tonnellate poste su dei blocchi di gres di cento tonnellate. L´insieme, malgrado l´erosione del tempo, presenta una superficie liscia, come se una pialla avesse tolto ogni irregolarità. A questo lavoro di un´incredibile precisione, si aggiunge l´incomprensione relativa al trasporto di tali blocchi, estratti, secondo gli archeologi, da una cava lontana 320 chilometri. Quali tecniche utilizzarono quei misteriosi costruttori in un´epoca in cui, come per le piramidi d’Egitto, erano sconosciute la leva e la ruota? Gli indiani che abitano questa regione delle Ande, dicono che la città di Tianhuanaco è stata costruita prima del Diluvio da una razza di giganti che viveva a contatto degli uomini.

Degli scavi hanno permesso di estrarre dei resti di ossa, di crani e di scheletri di uomini alti tre metri. Ma la scoperta più prestigiosa ed affascinante, è quella di gallerie sotterranee lunghe chilometri e che portano a maestose sale grandi come hangars di aerei. Gli indiani spiegano che questi sotterranei percorrono una grande parte dell´America del Sud. Recenti investigazioni sembrano attestarlo. è stato scoperto un accesso chiuso da una lastra in pietra alta 8 metri, larga 5 e spessa 2,5. Quando questa porta potè essere aperta, gli archeologi si accorsero che ruotava su delle biglie in pietra mosse da un sistema idraulico. All´interno, il suolo e le pareti sono perfettamente lisci. In un grande locale, c´erano delle sedie e dei tavoli fabbricati con un materiale sconosciuto. Alcune di queste opere erano ornate da sculture in oro puro rappresentanti delle scimmie, dei felini, degli elefanti e dei dinosauri. Tali prodigi architettonici ed artistici dimostrano che le civiltà antiche dominavano perfettamente queste tecniche sorprendenti.

In Perù, nell’antica città di Ollantaytambo, si possono ammirare dei blocchi di pietra scolpita alti 3,5 e 5 metri e provenienti certamente da un´antica cava localizzata a 11 chilometri. Sempre in Perù, possiamo ammirare la celebre fortezza ciclopica di Sacsehuaman che si erge su una collina che domina la città di Cuzco. Uno dei suoi muri misura 20 metri di altezza. Fu eretta al tempo degli Incas, probabilmente per iniziativa di Pachacutec e su disegno del suo architetto Huallpa Rimachi. L’opera fu proseguita sotto il regno di Tupac Inca Yupanqui, e forse compiuta sotto quello di Huayna Capac. Si pensa che lavorarono alla sua costruzione per 60 anni da 20 a 30.000 uomini. Questa fortezza è composta da tre bastioni paralleli, lunghi 600m, disposti a zig-zag, che sono costituiti da blocchi monolitici (di cui il più grande misura 9m di altezza, 5 di larghezza e 4 di spessore, per un peso di circa 350 tonnellate) perfettamente uniti e incastrati uno nell´altro. Le mura di cinta, che misurano circa 360m di lunghezza, sono collegate da scale e da porte trapezoidali. La tecnica utilizzata per trasportare e assemblare tali massi resta un mistero.


 
 
In un moseo dePerù esposte 15.000 pietre incise risalenti ad un periodo antidiluviano, secondo le analisi del Dr. Cabrera Darquea. Su alcune di queste, si vedono dei dinosauri e degli uomini, mentre altre mostrano dei chirurghi che effettuano un´operazione al cuore, delle rappresentazioni stellari o su svariati argomenti che hanno attinenza ad altre conoscenze scientifiche.



 


Nel 1945, nella città messicana di Acambaro, il ricercatore tedesco Waldemar Julsrud fa una scoperta inattesa. Ai piedi della Sierra Madre, disseppellisce 32.000 ceramiche di uno stile completamente sconosciuto, rappresentanti dei cammelli, dei rettili, dei volti umani ed perfino dinosauri. Parecchi specialisti della preistoria, incuriositi da queste strane amalgame che contraddicono tutta la teoria del darwinismo, delle datazioni e della scomparsa dei dinosauri, hanno dunque sottoposto questi segreti della storia a numerosi studi. Stupore! Emerge che la realizzazione delle ceramiche di Acambaro è autentica e verosimilmente vicina al periodo del Diluvio. é la ragione per la quale queste vestigia, che contraddicono con forza la versione ufficiale dell´archeologia, devono restare nel segreto del convenzionale, dello scientificamente corretto. La loro divulgazione screditerebbe i diktat della scienza contemporanea, cioè quelli dei clan dei finanzieri. Quindi non fu più rivolto verso quei veri tesori nessun interesse. Poteva del
resto essere altrimenti? Quando si nega Dio, si nega Tutto!

 


Dall´altro lato dell´oceano Atlantico, cioè sulle isole che bordano la Gran Bretagna, e dalla Svezia all´isola di Malta, lungo le coste della parte ovest del continente europeo, i giganti hanno lasciato indiscutibilmente numerose e preziose testimonianze del loro passaggio.

 Degli enigmatici cerchi, dei templi sontuosi, sono stati edificati su colline e foreste. I siti megalitici più conosciuti sono quelli di Carnac in Bretagna e di Stonehenge in Inghilterra, dove alcuni megaliti arrivano a più di 30 tonnellate. Provengono dalle montagne gallesi di Prescelly, distanti 350 chilometri. A dispetto del loro peso, questi megaliti formano un cerchio perfetto, come se un compasso a scala astronomica ne avesse tracciato le circonferenze. C´è poi la costruzione di due cerchi concentrici costituiti da «pietre blu» di 5 tonnellate ciascuna e importate anch´esse dal Galles. L´erezione delle 80 «pietre blu» non è mai stata terminata. Di questo periodo, stimato al 2100 a.C.


Nell´Oceano Pacifico, nell´Isola di Pasqua, le sue immense statue di pietra hanno ispirato innumerevoli teorie che hanno fatto scorrere l´inchiostro degli scrittori più immaginosi.


 Tra le 600 statue scoperte, dagli stili molto diversi, alcune pesano fino a 20 tonnellate e misurano dai 4 ai 7 metri di altezza. Le ricerche dimostrano che la maggior parte di queste statue, scolpite con un´enigmatica perfezione, proviene dai versanti del vulcano Rano Raraku.

 


Nel Libano, il treno che va da Beirut a Homs passa davanti alle rovine di Baalbek, a 1150 metri di altitudine. Sebbene i Greci ed i Romani vi abbiano edificato dei templi sontuosi, queste rovine composte da pietre colossali lunghe 20 metri e larghe 5, pesanti 2000 tonnellate, sono loro anteriori. Questo caso è unico al mondo. Perché mal si immagina come una tecnica, per quanto avanzata, avrebbe permesso di trasportare un blocco di 2000 tonnellate, mentre la cava di Baalbek è a un chilometro. Una di queste pietre porta il nome di Hadjer-el-Gouble, (pietra del sud). Degli scrittori arabi pensano che la città di Baalbek è stata costruita in onore delle divinità Baal ed Astarte.

Le piramidi egiziane conducono agli stessi interrogativi. La costruzione di Cheope ha richiesto 2.300.000 blocchi di pietra che pesano fino a 15 tonnellate. Ignoriamo quale modo fu utilizzato per trasportarli e come furono assemblati con tale precisione millimetrica. Dei testi appartenenti alla tradizione copta spiegano che, su ordine del re Saurid, la piramide di Cheope sarebbe stata costruita da una razza di giganti.

 










Nel 1895 la rivista “Strand Magazine” pubblicò la foto di un gigante fossilizzato. Venne fatto immediatamente sparire. Per fortuna un fotografo fece in tempo a fotografarlo mentre giaceva in un magazzino, appoggiato ad un vagone ferroviario: era alto 3 metri e 70 cm. Le costruzioni megalitiche posteriori al Diluvio e alla Torre di Babele, datano a circa 2000 o 2200 anni a.C.. Secondo la lettura di Genesi VI-4, sappiamo che Cam nacque 100 anni prima del Diluvio. Inoltre, possiamo naturalmente supporre che abbia potuto ereditare delle conoscenze in architettura dai discendenti di Caino, dei giganti. Riguardo alle vestigia, le ossa dei giganti che sono anteriori al Diluvio furono ritrovate nei più profondi strati geologici. Le scoperte fatte in Texas, nel Paluxy River vicino a Glen Rose, o quelle del geologo, Dr. C.L. Burdick nel 1935, su questi stessi strati calcarei del Cretaceo antico, cioè le impronte di piedi giganti accanto a quelle di zampe di dinosauri, smentiscono formalmente che la scomparsa di questi ultimi sia avvenuta milioni di anni fa.

 




Come sempre un video di voyager che aiuta ad approfondire :



Nessun commento:

Posta un commento